2011 in review

1 01 2012

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

A New York City subway train holds 1,200 people. This blog was viewed about 4.000 times in 2011. If it were a NYC subway train, it would take about 3 trips to carry that many people.

Click here to see the complete report.





Corso di Laurea in Scienze Motorie

13 10 2011

Corso Integrato:

TEORIA, TECNICA DELLE ATTIVITA’ MOTORIE,  STORIA E ANTROPOLOGIA DELLO SPORT

Insegnamento di “Teoria e tecnica delle attività motorie”
Bibliografia consigliata

  • Schmidt – Wrisberg, Apprendimento e prestazione, Società Stampa Sportiva

Consigliati per un approfondimento specifico:

  • Cabella, Canepa, Molfetta, Manuale di chinesiologia rieducativa, Pacini Editore
  • Vincenzo Pirola, Cinesiologia. Il movimento umano applicato alla rieducazione e alle attività sportive, Edi.Ermes srl

Programma provvisorio in fase di rielaborazione per l’a.a. 2011/2012

Calendario esami a.a. 2011 – 2012:

Aula 34 del Polo Biomedico di Corso Gastaldi, ore 14:30
16 Gennaio 2012
13 Febbraio 2012
4 Giugno 2012
25 Giugno 2012
16 Luglio 2012
10 Settembre 2012
24 Settembre 2012

L’esame si svolgerà in forma scritta. I risultati saranno comunicati al termine della sessione ed immediatamente registrati sul libretto.

VECCHIO ORDINAMENTO: Corso Integrato di BASI ANATONOMO FUNZIONALI DELLE ATTIVITA’ MOTORIE

Calendario esami presso Istituto di Anatomia ore 15:00

18 Gennaio;   1 e  23 Febbraio;   7  e  19 Giugno;   10 Luglio ;   21 Settembre

Caledario lezioni, Core curriculum, Docenti Referenti:

http://www.medicina.unige.it/ScienzeMotorie/index.php?option=com_content&view=article&id=11&Itemid=4





Lezione ADE 2011 Le rachialgie da lavoro

28 09 2011

É ora disponibile solo la mia lezione “L’attività motoria che previene, contrasta, compensa le rachialgie da lavoro“.

Non appena mi saranno pervenuti gli interventi dei vari docenti provvederò a mettere on-line.

 





Lezioni di Teoria e tecnica delle attività motorie – a.a. 2010-2011

9 06 2011

(ricordo che ogni documento pubblicato sul web è, di fatto, coperto da copyright e quindi la diffusione è limitata al solo utilizzo didattico).

Gli interventi degli studenti sono riportati in modo fedele a quanto da loro realizzato senza alcuna mia “rivisitazione”. Ovviamente ognuno è responsabile di ciò che scrive. Buon lavoro.

 

Interventi degli studenti su: Addominali, Arbitro di calcio, Capoeira, Free Fight, Tango, Trial





Ventidueagostoduemiladieci

12 04 2011

Mi ha rovinato!

É stato il primo pensiero nel momento in cui sono stato colpito e inchiodato sull’asfalto da una moto in contromano.
Sono in moto, la mia KLE gira regolare con la solita andatura “da Tiglieto”.  É un’andatura che ho ormai adottato da alcuni anni percorrendo quella strada che da Voltri sale al Passo del Turchino, scende a Masone e poi da Rossiglione prosegue per Tiglieto e Sassello. Strada panoramica, ricca di scorci curiosi e contornata da boschi di castagni e querce. Non corro su quella strada: lo fanno già in troppi e troppi sono quelli che vengono attratti dall’asfalto per lasciare una firma sotto forma di strisciata. Non sono solo le moto a confondere la SS 456 con la pista, anche le auto prendono parte a questa confusione di identità: pista-strada.

Chi conosce la KLE sa che è “un trattorino” e non certo una moto da performance sportive. A me piace per questo: piacere di guida, piacere di non trascurare il paesaggio, piacere di notare che… i consumi sono ridotti.

Il 22 agosto rientro da Tiglieto, ho salutato mia madre e i miei nipoti e sono in viaggio per rientrare a Sestri. Lascio Rossiglione. Mancano due o tre chilometri a Campo Ligure.
Un rombo intenso che giunge da oltre una curva mi porta a verificare la mia andatura: 50 km/h in sesta marcia mi conferma che sono sul mio standard di viaggio.
Dalla curva a sinistra sbuca contromano una supermoto azzurra e bianca. Immediata la percezione del dramma. La moto sembra che non abbia neppure impostato la curva e in un lampo mi colpisce in pieno sul lato sinistro. Sgomento, rabbia, dolore acuto. In un lampo una tragedia.
Mi sento proiettare in avanti e immediatamente si accende la consapevolezza che: “mi ha rovinato”!

Sono inchiodato sull’asfalto con la KLE appoggiata sulla gamba destra. Non sento il braccio sinistro e neppure la gamba sinistra. Poi mi guardo e scopro che il mio femore è spezzato in due, ha lacerato i jeans ed è rivolto al cielo. Il piede è tutto capovolto e sembra che siano scomparse le dita, la gamba si è afflosciata e non capisco che forma abbia ora. Il braccio mi preoccupa ancor di più, stento a muovere le dita, ma scopro che l’idea del movimento non corrisponde al risultato. Una parte del pollice è scomparsa.

Si fermano alcuni automobilisti e si prodigano per aiutarmi, sono io che insisto che non mi tocchino e che chiamino immediatamente il 118. Ho ancora il casco integrale, non riesco a sentire bene né farmi capire. Decido di toglierlo da solo. Può essere imprudente togliere il casco per la possibile variazione di pressione interna della testa, è per questo che prima di sganciarlo provo a serrare la mandibola per controllare lo stato dei denti, verifico che la vista sia precisa anche dopo aver eseguito un’espirazione a bocca e naso chiusi. Tutto bene e allora sgancio e sfilo il casco. Alcuni vogliono togliermi la giacca, ma è una giacca tecnica con protezioni e non può essere sfilata come una maglietta di lana. Do indicazioni su come fare e quando finalmente scopro il braccio sinistro mi assale lo sgomento di una massa rossa fluttuante con ossa esposte e la mano capovolta in una posizione assurda e innaturale. Il sangue sta scorrendo sull’asfalto e non capisco se ne esce di più dal braccio o dalla gamba. La situazione mi appare grave.

Voglio rimanere lucido. Sento un brivido gelido che mi pervade, dico di sbrigarsi. con i soccorsi perché mi accorgo che non potrò resistere a lungo.

Un attimo di vista scura e mi si accende la consapevolezza di essere ormai alla fine. Combatto con me stesso, mi faccio consegnare i documenti chiusi nel baule della moto e poi li consegno ai Carabinieri dando loro i miei dati. Sono solo, inchiodato sull’asfalto. Telefono ad Alberta, a Paola. A Sara non riesco più, le forze mi lasciano e la disperazione prende il sopravvento.

Combatto ancora, via la disperazione e cerco di capire cosa succede intorno. Vengo caricato sull’ambulanza quando atterra l’elicottero. Inizia una sensazione di grande spossatezza e sonno: resisto. Vedo il medico dell’elisoccorso chino su di me. Ormai devo affidarmi, mi mancano le forze. Penso alla mia vita, penso che sto per lasciare chi amo, penso che ho cercato di comportarmi onestamente. Sono stanco. Tutto diventa nero e silenzio.





Protocollo d’Intesa Miur-CONI

25 02 2011

Scuola, firmato nuovo Protocollo d’Intesa Miur-CONI
Prosegue progetto Alfabetizzazione Motoria nella scuola primaria

http://www.istruzione.it/web/ministero/cs111110bis

Sarà la volta buona o sarà un’altro motivo di delega ai poveri colleghi della scuola primaria per insegnare sempre più materie in modo sempre più specialistico?

Spero invece che sia un riconoscimento della nostra professionalità e del valore dell’attività motoria per tutti. Però con laureati in Scienze Motorie non con i volenterosi ragazzi inviati dalle società sportive affiliate al CONI.





Inchiodato sull’asfalto. Vivo

5 10 2010

Qualche tempo fa scrivevo sui comportamenti in moto auspicando sempre prudenza e rispetto per chi è in strada con noi.
Ben servito!
Oggi é il terzo giorno di rientro a casa dopo quaranta giorni di ospedale. Sono lunghi 40 giorni!
Un odioso e grave incidente mi ha profondamente segnato e lascerà i suoi segni bene in vista.
Sembrava un rientro normale in città dopo che avevo fatto visita a mia mamma a Tiglieto.
Ovviamente conosco molto bene la strada che da Tiglieto riconduce a Genova, così non è per molti motociclisti che si immaginano in pista e ogni curva è un banco di prova di abilità.
C’é una certa confusione.
La curva è una prova di tecnica di guida motociclistica, sicuramente, ma sulle strade si rispetta il Codice della Strada; in pista si va come si vuole.
Sembra difficile da capire, eppure gli stessi arroganti e rombanti pasticcioni non si sognerebbero di sovvertire le regole del calcio durante una partita tra amici (le regole sono regole, ho sentito dire), però sulla strada?
Ed é così che il 22 agosto vengo fulminato da un’altra moto che inchioda me e la mia KLE sull’asfalto.
Soccorso con l’elicottero, dato per spacciato (sono arrivato in ospedale con circa 500cc di sangue in corpo!), arti di sinistra quasi esplosi, due settimane in rianimazione, tre interventi chirurgici per complessive 20 ore, va e vieni dai reparti di ortopedia e chirurgia plastica, altri due interventi chirurgici e finalmente a casa con la prospettiva di rientrare in ospedale per completare la ricostruzione funzionale del piede e della gamba sinistri.
Oggi non riesco a nutrire alcun sentimento negativo verso chi mi ha ridotto così, provo solo una GRANDE RABBIA perchè porterò, per tutta la vita, i segni dell’errore di un altro.





Sono scoppiate le moto…

5 04 2010

Oggi ho visto l’”effetto bel tempo” sul traffico di moto e sccoter.

Utilizzo la moto tutto l’anno con qualsiasi condizione meteo: abbigliamento adeguato, moto in ordine, prudenza e un po’ di esperienza (…che non è mai abbastanza). Oggi sono scoppiate le moto quasi improvvisamente, ne ho visto a decine lungo le strade della riviera ligure. Scooter e moto di tutti i tipi, singoli e a coppie, con bauletto e con zaino sempre a carico della zavorrina, abbigliamenti talvolta stravaganti e a volte da MotoGP. Sembrava un po’ carnevale. Però fa allegria.

Allegria anche vedere chi immagina straordinarie imprese impugnando il manubrio come fosse il manico della zappa e partendo con un rombo assordante…”sfollando” subito dopo perchè la seconda marcia non è entrata! Allegria vedere lo sccoter che gareggia con la moto, ma non ricorda come si controlla in curva ed ecco una piega da merenghe con lo scooter che sculetta di qua e di là. Allegria vedere le zavorrine appollaiate sull’inutile sellino delle supersport con la schiena, e zone limitrofe, al vento.  Allegria vedere un motociclista piccolo di statura in sella su un solo gluteo su una moto da enduro stradale troppo alta per lui. Allegria vedere giovanissimi sullo scooter truccato con in testa una tazza da té al posto del casco.

Allegria o imprudenze? Sicuramente imprudenza, sopravvalutazione delle proprie abilità senza tener conto che chi ci siede alle spalle deve sopravvivere alla gita in moto… possibilmente.

Io non sono un “tappo” per strada, disimpegno e cerco anche di facilitare le manovre di un possibile sorpasso.  Apprezzo la gita in moto perchè entro nel paesaggio, scopro scorci emozionanti e magari allungo due marce; ed è a questo punto che mi arrivano due schiaffetti sulla spalla. Non dalla coscienza, ma dalla mia compagna seduta dietro.

Facilitare una manovra di chi condivide con noi la strada non è segno di debolezza é gioco di squadra! Cerchiamo di dimostrarci educati nel condurre la moto o lo scooter, ne guadagneremo sicuramente tutti in immagine sfatando, poco alla volta, l’idea che la moto sia pericolosa e chi la conduce sia maleducato, arrogante e borioso. Si può iniziare già andando al lavoro tutti i giorni.

Chissà, se tutti ci impegnassimo a non lasciar tramontare l’usanza di un cenno di saluto quando ci incontriamo, saremmo più attenti alla strada e alle persone che la utilizzano. Essendo sempre in giro in moto, anche su percorsi di riviera o Appennino, vedo che siamo pochi a salutarci con un cenno della mano. Proviamo?

Un lampeggio a tutti.





ADE Gennaio 2010

20 01 2010

Attività motoria nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria

Lezione del 20 gennaio 2010 (file pdf protetto da password ad esclusivo uso degli studenti).

Le proposte degli studenti: giochi per la scuola primaria





Postura e moto

7 07 2009

Sul n° 51 luglio 2009 di “Dueruote”, leggo due interessanti e-mail.
Entrambe accennano al problema della postura in moto e alle possibili patologie relative alla colonna vertebrale (CV).
É un argomento di primaria importanza e determinante per consentire al motociclista un vero comfort durante il percorso casa-lavoro e durante i viaggi per “il turismo in libertà”.
Mi permetto di intervenire sull’argomento offrendo il punto di vista del laureato in scienze motorie e del chinesiologo.
Posso condividere l’esortazione a non trattare esclusivamente di super prestazioni ed evoluzioni tecnologiche da iperspazio rivolgendosi a “comuni mortali” che amano la moto, ma hanno la testa sulle spalle e i piedi ben piantati a terra (questi ulimi e meglio tirarli su quando si viaggia in moto!). Tuttavia le prestazioni, le evoluzioni ingegneristiche accompagnano non solo la conquista di risultati che rincorrono il cronometro in fuga, ma consentono di migliorare la sicurezza attiva e passiva anche con rilevamenti ergonomici.
La postura, la posizione che si tiene in sella, è ben diversa da moto a moto e da scooter a scooter. In generale in moto si sta seduti ed è interessante ricordare che da seduti le pressioni sul terzo disco lombare aumentano di circa il 70% rispetto alla stazione eretta.
Il linea generale il comfort e la postura ottimale sono quelli che rispettano i riferimenti antropometrici, biomeccanici e cinesiologici di chi è in sella. Come dire: ad ognuno la propria moto/scooter. Alcuni esempi.
- Scooterone: è definito il più “comodo” in assoluto, ma spesso la posizione semi-distesa, con i piedi puntati sul retro-scudo, fanno assumere una posizione di flessione completa della colonna vertebrale, retroversione del bacino e aumento della lordosi cervicale (per tenere dritta la testa). C’é il vantaggio di avere una certa protezione dall’aria e quindi il sovraccarico cervicale dinamico rappresentato dal casco, è un po’ ridotto. La CV in questa posizione di flessione, e il bacino in retroversione, alterano la biomeccanica della CV stessa e gli arti inferiori protesi in avanti non consentono di assorbire le irregolarità del terreno che finiscono per colpire il tratto lombo-sacrale. Le “buche” scatenano una stimolazione dinamica con un carico impulsivo, siamo in movimento, la massa è accelerata e 4 cm di irregolarità sull’asfalto diventano decine di kg sul tratto lombare. Quasi inevitabile, in alcuni casi, un senso di peso alle spalle, formicolii agli arti superiori e alle mani. Esistono le sospensioni, gli ammortizzatori, ma chi “è veloce” sa che questi dispositivi devono essere “tarati sul duro” per ragioni di stabilità e precisione di traiettoria. Allora ecco che devo modificare la posizione in sella.
- Moto: la custom è molto simile allo scooterone e gli appassionati devono stare attenti a scegliere il mezzo in base alle proprie caratteristiche fisiche sennò si fa la figura di quel ragazzo che ho incontrato in sopraelevata a Genova letteralmente “appeso” al manubrio. Altro che biomeccanica: due schiaffi! La moto da strada è già più vivibile, il rapporto busto-arti inferiori è più favorevole, l’azione dei piedi è attivo e contribuisce a gestire il carico in modo tale da distribuire meglio le sollecitazoni dimamiche. La moto da enduro (enduro stradale) è forse quella che meglio risponde all’ergonomia della CV in rapporto alle sollecitazini meccaniche e dinamiche della marcia. La CV è quasi eretta, gli arti inferiori in flessione con l’appoggio sulle pedane quasi in linea con il bacino. La tecnica di guida fa il resto.
É importante “liberare il movimento”, la postura in sella deve essere tonica (sennò finisco afflosciato in un fosso) eliminando le inutili tensioni che accompagnano il principiante. Un piccolo test da fare consiste, durante la guida, nel rilasciare la muscolatura della spalle, Si scopre che migliora il comfort generale senza che venga meno il controllo della moto. Inoltre si elimano tensioni protratte sul tratto cervicale.
Sarebbero forse più esplicativi alcuni schizzi, ma ognuno di noi può provare, in sicurezza, a percepire la propria postura e modificare i punti di tensione potenzialmente dannosi.
La moto, lo scooter, sono mezzi meccanici e il nostro corpo è anch’esso sottoposto alle leggi della fisica e allora ricordiamo che ogni forza ha un punto di applicazione, direzione, verso, intensità e angolo di applicazione. A differenza della “macchina” il nostro corpo possiede complessi meccanismi di adattamento posturale e sistemi di riequilibrio quasi istantanei, starà a noi fare il possibile per viaggiare in “serena sicurezza”.








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