Inserito da: studioilmovimento | 3 Gennaio 2008

Quanto pesa la scuola!

..e siamo alle solite!
Scrivo solo due righe alla rinfusa per annotare alcuni spunti da sviluppare continuando ad osservare e ad associare le conoscenze di anatomia funzionale, biomeccanica, posturologia al problema finto del peso dello zaino.
Povero zaino, con qualcuno bisogna pur prendersela così in ascensore o dal panettiere oltre che parlare del tempo, del Governo, della vita di una volta si aggiunge un nuovo argomento in cui gli esperti si sprecano.
Ancora stamattina ascoltavo i commenti di alcuni genitori davanti alla scuola dei figli. Mamme “premurose” che si trasformano in facchini a tempo pieno per il “benessere” dei loro figli e lamentano il peso dello zaino che grava sulle loro spalle, non sulle spalle dei figli. Sul “benessere” poi avrei alcune eccezioni da sollevare perché poi sentiamo dire che i figli (maschi soprattutto) sono dei “bamboccioni”. É ovvio: ognuno vive ciò che impara!
Chi è stato abituato e cresciuto con amore da genitori che hanno saputo insegnare ad assumere responsabilità con un intelligente sguardo al futuro dei figli, sa benissimo che il criterio educativo del “desbelinemuse” (schietto dialetto genovese) garantisce autonomia, intelligenza operativa, autosufficienza, reazione matura alle sconfitte, riconoscimento dei propri errori, ma soprattutto assunzione di responsabilità.
Molti ragazzi sono autosufficienti e portano lo zaino da soli: Bravi! Così si fa!… però portiamolo in modo corretto.
Il caso (forse… ma bisognerebbe indagare) vuole che entrambi i figli delle due mamme osservate, presentassero un cedimento della volta plantare mediale, piattismo o valgismo li valuteremo in un secondo momento, entrambi con le scarpe sportive rigorosamente slacciate e “ciabattate”, sacchettino di merendine pseudo fritte e pantaloni portati nello stile “pannolone precipitato”.
Elementi apparentemente non congruenti, ma significativi dal punto di vista di un’intesa del significato personalissimo di Salute.
Cosa c’entra il valgismo (piattismo, non è sinonimo) del piede e del ginocchio, il dorso curvo, la scoliosi con lo zaino? Bella domanda d’esame a Scienze Motorie e a Tecniche Ortopediche.
Allora aiuto un po’…
1 – L’appoggio plantare:
Qual è l’effetto muscolare sul piede determinato dal carico sopportato in ortostatismo?
Qual è la risposta dinamica della volta plantare durante la deambulazione?
Quali catene cinetiche intervengono nel controllo dell’equilibrio dinamico?
Quali meccanismi di percezione propriocettiva regolano la direzione del passo?
Quale azione svolgono le dita del piede?
Quale tipo di movimento interessa il calcagno durante la fase di appoggio e rullata al suolo?
2 – Il dorso:
É vero che lo zaino contribuisce a mantenere il dorso eretto?
Quali effetti esercita il sovraccarico dinamico sulla colonna vertebrale?
Come reagisce la colonna vertebrale al sovraccarico dinamico (il peso dello zaino)?
Perché può essere dannoso portare lo zaino su una spalla sola?
Due righe proprio alla rinfusa.
Cercheremo di ampliare il discorso a lezione e sarebbe bello trattare l’argomento in modo interdisciplinare. Vedremo.


Risposte

  1. Bello questo sguardo critico da “indagine sul campo”!
    In effetti la questione dello zaino è sempre stata il leit-motiv di tanti discorsi da panettiere, da autobus,ecc. ma anche il principale imputato della scoliosi: “Ci credo che gli viene la scoliosi povero ninin, con ’sti zaini così pesanti”… che poi, è proprio vero? Inizierei una dissertazione tecnica in merito, così che anche noi comuni mortali possiamo imparare e poter finalmente sopportare il peso della scuola (e di tanti discorsi inutili).

  2. Siamo tutti “comuni mortali” con molte cose comuni, tra queste la “saggezza popolare” tramandata per sentito dire o leggendo qualche sintesi affrettata sugli opuscoli in farmacia.
    Tutto bene, però. La scoliosi è un problema serio e non possiamo trattarlo qui in poche righe. Questo spazio e solo uno scambio di idee, tuttavia alcune precisazioni mi sento di offrirle.
    Premetto che non sono un medico ortopedico e quindi posso valutare il problema dal solo punto di vista cinesiologico non come patologia ortopedica.
    Lo zaino può effettivamente essere causa di problemi, ma solo se la colonna vertebrale è già compromessa da una patologia.
    Ricordo l’intervento di René Perdriolle (lo studioso che ha fatto da capo-scuola rivoluzionando l’approccio biomeccanico alla scoliosi) ad un convegno di qualche anno fa: “Lo zaino non è abbastanza pesante? Riempitelo di sassi!”.
    É indubbio che gli zaini pesino un’esagerazione, ma perché non giriamo il problema alle case editrici?
    Devo però fermarmi qui.
    altrimenti, per entrare nell’argomento specifico, occorre un altro spazio e altri tempi.
    Ringrazio comunque per l’osservazione.

  3. Oltre alle case editrici si potrebbe lavorare forse più facilmente e con risultati immediati sugli insegnanti affinchè non insistano sull’astuccio personale con matite e pennarelli che potrebbero essere di classe (insegnando anche il vlaore della condivisione anzichè quello della proprietà individuale/privata) sull’uso di un quaderno normalissimo come diario e non sui diari tanto carini, quanto pesanti ed ingombranti ed altre piccole cose che sommate sono peso inutile.
    Ma certo questa non è la sede per proporre questi cambiamenti. :)

  4. Sono d’accordo con Laura.
    Occorre eliminare i pesi inutili e insegnare a condividere (costruire) anche la coscienza sociale nel rispetto delle persone e delle cose.


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