Sul n° 51 luglio 2009 di “Dueruote”, leggo due interessanti e-mail.
Entrambe accennano al problema della postura in moto e alle possibili patologie relative alla colonna vertebrale (CV).
É un argomento di primaria importanza e determinante per consentire al motociclista un vero comfort durante il percorso casa-lavoro e durante i viaggi per “il turismo in libertà”.
Mi permetto di intervenire sull’argomento offrendo il punto di vista del laureato in scienze motorie e del chinesiologo.
Posso condividere l’esortazione a non trattare esclusivamente di super prestazioni ed evoluzioni tecnologiche da iperspazio rivolgendosi a “comuni mortali” che amano la moto, ma hanno la testa sulle spalle e i piedi ben piantati a terra (questi ulimi e meglio tirarli su quando si viaggia in moto!). Tuttavia le prestazioni, le evoluzioni ingegneristiche accompagnano non solo la conquista di risultati che rincorrono il cronometro in fuga, ma consentono di migliorare la sicurezza attiva e passiva anche con rilevamenti ergonomici.
La postura, la posizione che si tiene in sella, è ben diversa da moto a moto e da scooter a scooter. In generale in moto si sta seduti ed è interessante ricordare che da seduti le pressioni sul terzo disco lombare aumentano di circa il 70% rispetto alla stazione eretta.
Il linea generale il comfort e la postura ottimale sono quelli che rispettano i riferimenti antropometrici, biomeccanici e cinesiologici di chi è in sella. Come dire: ad ognuno la propria moto/scooter. Alcuni esempi.
- Scooterone: è definito il più “comodo” in assoluto, ma spesso la posizione semi-distesa, con i piedi puntati sul retro-scudo, fanno assumere una posizione di flessione completa della colonna vertebrale, retroversione del bacino e aumento della lordosi cervicale (per tenere dritta la testa). C’é il vantaggio di avere una certa protezione dall’aria e quindi il sovraccarico cervicale dinamico rappresentato dal casco, è un po’ ridotto. La CV in questa posizione di flessione, e il bacino in retroversione, alterano la biomeccanica della CV stessa e gli arti inferiori protesi in avanti non consentono di assorbire le irregolarità del terreno che finiscono per colpire il tratto lombo-sacrale. Le “buche” scatenano una stimolazione dinamica con un carico impulsivo, siamo in movimento, la massa è accelerata e 4 cm di irregolarità sull’asfalto diventano decine di kg sul tratto lombare. Quasi inevitabile, in alcuni casi, un senso di peso alle spalle, formicolii agli arti superiori e alle mani. Esistono le sospensioni, gli ammortizzatori, ma chi “è veloce” sa che questi dispositivi devono essere “tarati sul duro” per ragioni di stabilità e precisione di traiettoria. Allora ecco che devo modificare la posizione in sella.
- Moto: la custom è molto simile allo scooterone e gli appassionati devono stare attenti a scegliere il mezzo in base alle proprie caratteristiche fisiche sennò si fa la figura di quel ragazzo che ho incontrato in sopraelevata a Genova letteralmente “appeso” al manubrio. Altro che biomeccanica: due schiaffi! La moto da strada è già più vivibile, il rapporto busto-arti inferiori è più favorevole, l’azione dei piedi è attivo e contribuisce a gestire il carico in modo tale da distribuire meglio le sollecitazoni dimamiche. La moto da enduro (enduro stradale) è forse quella che meglio risponde all’ergonomia della CV in rapporto alle sollecitazini meccaniche e dinamiche della marcia. La CV è quasi eretta, gli arti inferiori in flessione con l’appoggio sulle pedane quasi in linea con il bacino. La tecnica di guida fa il resto.
É importante “liberare il movimento”, la postura in sella deve essere tonica (sennò finisco afflosciato in un fosso) eliminando le inutili tensioni che accompagnano il principiante. Un piccolo test da fare consiste, durante la guida, nel rilasciare la muscolatura della spalle, Si scopre che migliora il comfort generale senza che venga meno il controllo della moto. Inoltre si elimano tensioni protratte sul tratto cervicale.
Sarebbero forse più esplicativi alcuni schizzi, ma ognuno di noi può provare, in sicurezza, a percepire la propria postura e modificare i punti di tensione potenzialmente dannosi.
La moto, lo scooter, sono mezzi meccanici e il nostro corpo è anch’esso sottoposto alle leggi della fisica e allora ricordiamo che ogni forza ha un punto di applicazione, direzione, verso, intensità e angolo di applicazione. A differenza della “macchina” il nostro corpo possiede complessi meccanismi di adattamento posturale e sistemi di riequilibrio quasi istantanei, starà a noi fare il possibile per viaggiare in “serena sicurezza”.
Inserito da: studioilmovimento | 7 Luglio 2009
Postura e moto
Pubblicato in Motogirinmoto