Inchiodato sull’asfalto. Vivo

5 10 2010

Qualche tempo fa scrivevo sui comportamenti in moto auspicando sempre prudenza e rispetto per chi è in strada con noi.
Ben servito!
Oggi é il terzo giorno di rientro a casa dopo quaranta giorni di ospedale. Sono lunghi 40 giorni!
Un odioso e grave incidente mi ha profondamente segnato e lascerà i suoi segni bene in vista.
Sembrava un rientro normale in città dopo che avevo fatto visita a mia mamma a Tiglieto.
Ovviamente conosco molto bene la strada che da Tiglieto riconduce a Genova, così non è per molti motociclisti che si immaginano in pista e ogni curva è un banco di prova di abilità.
C’é una certa confusione.
La curva è una prova di tecnica di guida motociclistica, sicuramente, ma sulle strade si rispetta il Codice della Strada; in pista si va come si vuole.
Sembra difficile da capire, eppure gli stessi arroganti e rombanti pasticcioni non si sognerebbero di sovvertire le regole del calcio durante una partita tra amici (le regole sono regole, ho sentito dire), però sulla strada?
Ed é così che il 22 agosto vengo fulminato da un’altra moto che inchioda me e la mia KLE sull’asfalto.
Soccorso con l’elicottero, dato per spacciato (sono arrivato in ospedale con circa 500cc di sangue in corpo!), arti di sinistra quasi esplosi, due settimane in rianimazione, tre interventi chirurgici per complessive 20 ore, va e vieni dai reparti di ortopedia e chirurgia plastica, altri due interventi chirurgici e finalmente a casa con la prospettiva di rientrare in ospedale per completare la ricostruzione funzionale del piede e della gamba sinistri.
Oggi non riesco a nutrire alcun sentimento negativo verso chi mi ha ridotto così, provo solo una GRANDE RABBIA perchè porterò, per tutta la vita, i segni dell’errore di un altro.


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Una risposta

12 10 2010
thepinkblog

Non ci sono parole di conforto: la Ragione, quella con la R maiuscola, porta a valutare questo episodio da tutti i punti di vista, a mantenere la mente lucida per pensare, riflettere, riflettere ancora. Ma non c’è spiegazione o giustificazione.
E allora ci si concentra sull’obiettivo: rialzarsi.
Con coraggio. Con difficoltà. Con determinazione. Con dolore.
Con amore.

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